I farmaci scaduti devono essere smaltiti in modo corretto per evitare rischi ambientali e sanitari. Non possono essere gettati nell’indifferenziata né tantomeno nello scarico o nella raccolta dei rifiuti domestici. Questa guida spiega in modo semplice ma dettagliato cosa fare, dove buttarli e qual è la normativa che disciplina lo smaltimento dei medicinali scaduti.
Quando un medicinale supera la data di scadenza, non è più sicuro utilizzarlo. Prima di procedere allo smaltimento, è importante svolgere alcuni passaggi preliminari:
Per uno smaltimento corretto, è necessario separare i vari componenti:
Attenzione: Non aprire bustine, capsule, fiale o contenitori: consegna il farmaco integro.
I medicinali scaduti non devono essere smaltiti tramite la raccolta domestica, perché contengono sostanze chimiche potenzialmente dannose per persone e ambiente. È obbligatorio utilizzare gli appositi contenitori dedicati.
Basta introdurre le confezioni contenenti i farmaci scaduti nell’apposito contenitore. Il rifiuto verrà poi prelevato e smaltito secondo le procedure previste per i rifiuti sanitari assimilati.
Lo smaltimento dei farmaci scaduti è regolato da precise norme che classificano questi rifiuti come rifiuti urbani pericolosi (codice CER 20.01.32). Il sistema di raccolta tramite farmacie è disciplinato dalla normativa sui rifiuti.
Ecco i principali testi normativi da conoscere:
Smaltire i farmaci nei rifiuti indifferenziati o nel WC può causare:
I farmaci scaduti devono essere gestiti con attenzione e smaltiti nei contenitori dedicati presenti in farmacia. È importante separare il packaging dal contenuto e rispettare la normativa vigente, così da garantire sicurezza ambientale e salute pubblica. Con pochi semplici passaggi si contribuisce attivamente a un sistema di smaltimento più sostenibile e sicuro per tutti.